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<<Istituire un albo dei dipendenti e dirigenti della P.A. in disponibilità, al quale il Sindaco può, tranquillamente e senza troppe “scartoffie”, rivolgersi per scegliere quello che desidera lo collaborino>>.

Questa è la proposta che il primo cittadino Ambrosca ha rivolto, in una missiva inviata quest’oggi, al Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Fabiana Dadone, al Cons. Silvia Paparo, responsabile dell’Ufficio per la Semplificazione e la Sburocratizzazione e al Presidente dell’Anci Campania avv. Carlo Marino.

Di seguito riportiamo integralmente la lettera.

<<L’Italia dei burocrati affoga nella palude dell’immobilismo.

Sembra uno slogan coniato per una protesta di carattere elettorale. Nulla di tutto ciò. È, invece, lo specchio fedele della nostra realtà quotidiana.

Dalle Alpi a Lampedusa, al netto di quanti davvero si prodigano e si sudano lo stipendio, c’è un unico “verbo”: firmare il meno possibile; frenare ogni slancio che comporti accelerazione, semplificazione o, comunque, soluzione ai problemi.

Quando, con estenuante fatica, si riesce, raramente, a superare gli ostacoli frapposti, spesso attraverso interpretazioni stravaganti, surreali, perniciose, ma sempre della serie “non si può fare”, ecco che ci si appella ai provvedimenti dei Tribunali, della Corte dei Conti, delle Procure.

Un’Italia così è destinata al fallimento.

Se il popolo elegge gli amministratori, essi devono essere messi nelle condizioni di espletare il mandato ricevuto e, per quanto possibile, raggiungere gli obiettivi che hanno rappresentato l’ossatura del programma elettorale che hanno proposto ai cittadini – elettori.

E, invece, cosa si verifica?

Accade che non si possono sostituire i dirigenti se non con provvedimenti motivati da sovrastrutture che, dopo mesi e mesi di valutazioni, devono marcare come insufficiente il lavoro da essi svolto o il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Amministrazione. Nel frattempo, rimane solo il fallimento di un Sindaco, al cospetto di un popolo che, ignaro di simili meccanismi, altro non può fare che attribuirgliene le colpe, con inevitabile e, spesso, irrecuperabile, discredito.

Lo Stato, se intende, davvero, rimettere la Pubblica Amministrazione sul binario della efficienza ed efficacia, deve trovare immediatamente dei correttivi.

Le riforme cd. “Bassanini” hanno stravolto in negativo la P.A., impostata com’è sulla responsabilità in capo ai dirigenti, creando, di fatto, una sorta di potere parallelo che, però, non risponde al popolo né per i tempi di esecuzione, spesso inenarrabili, men che meno per la responsabilità “politica”, in guisa che non hanno da rispondere del loro operato in alcun modo ad alcuno dei cittadini amministrati.

Ma la cosa che ha, veramente, dell’assurdo è che delle loro responsabilità, delle loro inefficienze e, talvolta, dolose inadempienze verso i cittadini, rispondono sempre il Sindaco e gli Amministratori, più in generale. Questo non è giusto. Occorre trovare un rimedio. L’Italia è soffocata da siffatto immobilismo.

Una delle soluzioni potrebbe essere quella di istituire un albo dei dipendenti della P.A. in disponibilità, al quale il Sindaco può, tranquillamente e senza troppe “scartoffie”, rivolgersi per scegliere quelli che desidera lo collaborino.

È un modo per sottrarre al dirigente, non sempre solerte e responsabile, la certezza di essere “incollato” alla sua affezionata scrivania, consapevole com’è che se proprio arriva, dopo mesi e mesi di insufficienza, il giudizio negativo del nucleo di valutazione, c’è sempre pronto il ricorso ai sindacati che troveranno il modo di “blandire” le conseguenze dell’odiato e irriverente provvedimento.

Poi, certamente, ci sono amministratori non propriamente probi, non esattamente competenti, ma, in quanto eletti ex art. 51 della Costituzione, hanno diritto, vieppiù, a scegliersi dirigenti e personale competente. Di qui la proposta di istituire l’albo dei dipendenti della P.A., ponendo, così, fine a una stortura del sistema, della quale tutti si lamentano, ma che nessuno sembra prodigarsi per una positiva soluzione>>.

 

                                                                                                                                             IL SINDACO

                                                                                                                                       Avv. Raffaele Ambrosca

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